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Archivio Ottobre 2007

Fight Club for ladies . I misteri della Sala Athena

30 Ottobre 2007 30 commenti
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Fight Club for ladies. I misteri della Sala Athena .

29 Ottobre 2007 19 commenti
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Fight Club for ladies. I misteri della Sala Athena .

28 Ottobre 2007 18 commenti
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Fight Club for ladies . I misteri della Sala Athena

27 Ottobre 2007 16 commenti
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Fight Club for ladies . I misteri della Sala Athena

26 Ottobre 2007 20 commenti
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Marion

25 Ottobre 2007 7 commenti
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JESSICA la lotta nel garage. seconda parte

24 Ottobre 2007 5 commenti

Jessica girava con calma fra gli scaffali; aveva già fatto qualche acquisto; ancora qualcosa e sarebbe uscita; la serata l’avrebbe trascorsa a casa, leggendo, o guardando la televisione. L’indomani, Sabato, sarebbe uscita con qualche amica. E la faccenda con Kurt ed Erika…? In quel momento se la trovò davanti, in fondo alla corsia, dal lato opposto al suo. I muscoli le si irrigidirono: non capiva se Erika l’avesse vista, o no. Guardò verso di lei: Erika sembrava fissarla, ma all’improvviso svoltò a sinistra e scomparve dalla sua vista.  Jessica continuò a girare fra gli scaffali, ma la tensione le saliva; i muscoli erano sempre tesi. Non aveva paura; sapeva difendersi bene, e lì non sarebbe successo nulla; ammesso pure che Erika si fosse accorta di lei! Cambiò corsia, seguendo il programma che aveva fatto; erano passati alcuni minuti; Jessica cominciava a pensare che l’incontro fosse stato casuale, quando si trovò Erika sulla destra che procedeva lentamente, proprio nella sua direzione. Non la guardava, ma aveva un soriso beffardo! "Ci siamo!" pensò Jessica "Se Kurt ti ha tradita, colpa tua! Vuoi fare quello che mi hai scritto?Perchè non ci provi?". Mentre pensava questo, Erika le era passata davanti, poi, all’improvviso,era tornata indietro e, volutamente, aveva urtato con il carrello il suo.  Non disse nulla; si allontanò con indifferenza. Jessica si chiese se cercasse la rissa! Era improbabile: una lotta in mezzo a tanta gente? Le avrebbero divise quelli della Vigilanza, e sarebbero finite al Commissariato. Ancora una volta vide l’altra che passava con il suo carrello sull’altra corsia. "A noi due!"  pronunciò fra i denti. Fra le due rivali iniziò uno strano duello: fingevano entrambe di essere intente a fare acquisti, ma in realtà si davano la caccia tra le corsie. Era una gara di abilità, a chi delle due riusciva a prendere l’altra alle spalle. Il curioso era che centinaia di persone che erano lì per acquisti, nell’incrociare quell’attraente brunetta dal fisico palestrato, o quella bella ragazza con quella vistosa minigonna, e quelle splendide gambe, erano ben lontani dall’immaginare cosa stesse accadendo! Ad un certo punto Jessica non vide più la sua rivale. "Andata via!" pensò. Ma non era un pensiero dettato dalla paura; di paura non ne aveva proprio! Si avviò verso le casse e la vide ancora. Era ferma a parlare con una attempata signora; si capiva che si conoscevano e che si erano incontrate lì per caso. E infatti Erika, proprio mentre svoltava da dietro un angolo, si era sentita chiamare per nome. Si era voltata ed aveva riconosciuto un’amica di sua madre. L’anziana signora le aveva fatto i complimenti: la trovava in gran forma, e con quella minigonna poi, doveva fare stragi…! "Dannazione! Quella mi sfugge!" aveva pensato Erika e con una scusa si era postata, insieme alla signora, in un punto da dove poteva controllare le casse: la "fanciulla" non sarebbe uscita, senza che lei se ne fosse accorta. L’anziana signora continuava a parlare, e lei rispondeva a monosillabi, guardando con attenzione. Jessica arrivò alle sue spalle e le passò accanto con voluta lentezza, facendo sfiorare i due carrelli. La superò ignorandola volutamente, e sempre con molta lentezza raggiunse le casse. Arrivata lì, mentre era in fila, si voltò verso Erika e la fissò. Erano lontane, in mezzo a centinaia di persone, ma era come se fossero state sole. Erika si congedò dalla signora, rientrò in una corsia, abbandonò il carrello con quello che aveva comprato, uscì dal Supermarket e raggiunse la sua automobile. Si sedette e aspettò. L’auto di Jessica era non molto distante, e ben visibile da dove era lei. Jessica pagò, uscì dalla struttura, e si diresse anche lei verso la sua automobile. Vide l’auto di Erika e allungò il percorso, decidendo di farsi vedere, passandole non vicino, ma in modo che la rivale se ne accorgesse! Era distante tre file di auto; incedeva sempre con molta lentezza. Erika teneva lo sportello aperto; Jessica vide le cosce, quasi competamente scoperte: notò quanto fossero forti. Mise la spesa in macchina e partì. Erika le fu subito dietro. Jessica guidava con attenzione, con l’altra sempre incollata al suo paraurti posteriore. Non fece manovre strane, nulla di particolare. Quando fu all’altezza del palazzone dove abitava, si infilò nel grande garage sotterraneo; Erika la seguì. Jessica fece per parcheggiare, ma ci fu un forte colpo di klacson: Erika l’aveva superata,aveva abbassato il finestrino lato guida e le faceva segno di seguirla. Jessica le andò dietro. Il garage era molto grande; in fondo si svoltava a destra con un angolo retto e si accedeva ad una rampa che portava ad un altro piano sotterraneo. Non ci andava mai nessuno lì; quasi mai vi erano automobili parcheggiate. Scesero. Erika raggiunse il fondo; vi era una fila di pilastri; fermò la sua auto in mezzo ad essi: Jessica fece altrettanto. Le due donne spensero i motori e scesero dalle auto. Si avvicinarono l’una all’altra; adesso fra di loro vi erano due o tre passi. Si scambiarono alcune frasi: Erika chiese alla rivale, beffarda, cosa si provasse ad essere una ladra; Jessica non rispose; Erika continuò con lo stesso tono, chiamandola piccola ladra e aggiungendo che una notte con Kurt era un premio insperato per una come lei: Jessica le rispose, dicendo che una donna che non sa tenersi il suo uomo, merita di tutto.In quel momento si udì il rumore di un’automobile che si fermava al piano superiore; scesero delle persone; le si sentiva parlare; c’erano anche dei bambini.   Le due rivali si guardavano negli occhi. Jessica fece un gesto di disprezzo nei confronti dell’altra donna. E…Erika attaccò. Le andò bene: riuscì a prendere con il braccio sinistro il collo dell’altra, e la lotta ebbe inizio. Per circa un minuto lottarono accanitamente, affannando, tentando di gettarsi per terra. Finalmente, Jessica riuscì a liberarsi dalla presa al collo, e, tenendosi a distanza, sferrò una serie di colpi con i piedi. Ma non riusciva a colpire Erika: gli stivali la impacciavano nei movimenti. Anche Erika rispondeva agli attacchi nello stesso modo, ma anche lei era impacciata nei movimenti dagli stivali. Resesi conto di ciò, decisero di cambiare tattica. Ancora una volta fu Erika a prendere l’iniziativa: ancora una volta ebbe successo. Costrinse la rivale al corpo al corpo. Finirono entrambe per terra, e incominciarono a rotolarsi sul pavimento, avvinghiate. Erika riuscì a mettere la rivale con la schiena per terra, ma Jessica scalciava e si dimenava, tentando di togliersela di dosso. Ripresero a rotolarsi per alcuni secondi, con esito incerto. Finalmente, Erika riuscì ad afferrare i polsi dell’avversaria, a stringerli con forza, e a torcerle le braccia. Poi le si sedette sopra, costringendola con la schiena a terra. Jessica gemeva e imprecava, ma non voleva dire "Mi arrendo!". Erika la schiacciò ancora di più sotto il suo peso; la tenne immobilizzata per alcuni secondi, poi allentò la presa, si assicurò che Jessica non reagisse più, e si alzò, lasciando l’altra libera.  La lotta era finita con la sua vittoria! Si aggiustò alla meglio i capelli e i vestiti, controllando  Jessica che si alzava da terra. Entrò in macchina, mise in moto; diede un ultimo sguardo all’altra, e con una sgommata, raggiunse il piano superiore e l’uscita del garage. Si guardò allo specchietto retrovisore: beh! poteva passare! Non aveva troppe ammaccature! Lo stato dei vestiti avrebbe suscitato qualche dubbio in chi li avesse visti; quelle che erano ridotte veramente male erano le calze! Importava poco; abitava a piano terra, con ingresso indipendente; nessuno l’avrebbe notata. Fermò la macchina proprio davanti al suo ingresso, e si ficcò dentro. Si spogliò; si esaminò meglio; solo delle lividure, anche se non piccole! Riempì la vasca da bagno e ci si immerse. Le venne in mente Kurt. Ma si! Domani, avrebbe fatto finta di incontrarlo per caso, per strada; avrebbero fatto pace, e sarebbero usciti insieme. Gli avrebbe chiesto di prendere la motocicletta per fare una passeggiata, e…e…gli avrebbe detto di passare sotto casa di Jessica! Si immerse ancora di più nell’acqua; adesso incominciava a rilassarsi!       

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JESSICA la lotta nel garage. prima parte

24 Ottobre 2007 13 commenti
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Fight Club for ladies . I misteri della Sala Athena

23 Ottobre 2007 29 commenti
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22 Ottobre 2007 18 commenti
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